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Storia di Geshwa Olers, di Fabrizio Valenza

Fantasy italiano e mediterraneo

Il viaggio nel Masso Verde – 3 pagine

Sapevate che si può leggere Storia di Geshwa Olers in maniera quasi gratuita?

Lo si può fare tramite Kindle unlimited. È sufficiente collegarsi al sito di Amazon (che è questo) e cliccare su “leggi ora” della casellina sulla destra della schermata:

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In ogni caso, vi regalo le prime tre pagine, per stuzzicarvi la voglia di fare questo passo e, magari, diffonderne la notizia a chi volete voi. Buona lettura!

Il valore del mito nel fantasy

cosmogoniaL’antropologo Mircea Eliade ha chiarito in modo esemplare come il mito non sia una semplice storiella leggendaria, che viene utilizzata da una popolazione primitiva per spiegare ciò che non riesce a comprendere. Un simile modo di guardare al mito rivela un pregiudizio fortemente illuministico, nella convinzione che esista una cosa chiamata “evoluzione” anche nella storia di un popolo.

Il mito, secondo Eliade, è invece quell’ambito narrativo attraverso il quale si comprendono i perché di una società, i perché dei suoi riti, i perché dei suoi comportamenti. In breve, tramite i miti di riferimento si comprende l’esistenza di un popolo.

Dagli studi di Mircea Eliade si evidenzia come ogni tipologia di rituale umano (il rituale è un gesto imprescindibile di ogni società, sia esso riferimento alla sfera considerata sacra o sia esso un gesto profano) si rifaccia a un modello divino, che egli chiama archetipo: un modello posto al di fuori della sfera profana dell’uomo. Tale modello extraumano legittima gli atti umani, imitando gesti divini o episodi del dramma sacro del cosmo, e la ritualità dell’uomo va così a costituire nei significati l’imitazione di un gesto archetipico, ripetizione e attualizzazione del tempo in cui accaddero. Il medesimo principio vale per la natura, che viene dall’uomo formata, controllata, modellata e resa preziosa non in se stessa, ma per la sua partecipazione a un archetipo o per la ripetizione di gesti e parole che la consacrano. Non riusciamo a vedere in queste parole, per fare un solo esempio, ciò che i popoli elfici instaurano con il mondo naturale nelle storie di J. R. R. Tolkien?

Ciò che può disturbare noi cittadini del XXI secolo, passati attraverso la rivendicazione di una coscienza autonoma e individuale, ma sempre più spesso individualista, è che, secondo il modo di pensare antico – quello che Eliade definisce concezione ontologica primitiva – «un oggetto o un atto diventa reale soltanto nella misura in cui imita o ripete un archetipo».

Noi abbiamo totalmente desacralizzato il mondo, abbiamo tolto ogni aspetto spirituale alla natura e all’esistenza, tranne in alcune concezioni religiose e spirituali diffuse: fortunatamente, per quanto riguarda la religione di mia appartenenza, il cristianesimo continua a conservare quell’anelito al divino e alla possibilità di una nuova unificazione che l’ha costituito come adorazione del Figlio di Dio.

D’altra parte, Max Weber sostenne che «la liberazione dal razionalismo e dall’intellettualismo della scienza costituisce il presupposto fondamentale della vita in comunione con il divino: questa, o qualcosa di significato identico, è una delle parole d’ordine che si ritrovano ovunque nel modo di sentire dei nostri giovani credenti o che aspirano a un’esperienza religiosa. E ciò vale non soltanto per l’esperienza religiosa, ma anche per l’esperienza vissuta in generale». Weber scriveva così nel 1917 (in Max WEBER, Il lavoro intellettuale come professione. Due saggi, Milano: Einaudi 1948), ma verrebbe da credere che il suo pensiero possa essere riferito a ogni manifestazione narrativa di genere fantastico degli ultimi duecento anni, non escluso, perciò, il fantasy.

Spesso tacciato di escapismo, il fantasy può rivelare, in realtà, una profonda aspirazione del cittadino mondiale contemporaneo: quella di un quadro d’insieme dell’esistenza che non sia più soltanto logico-razionale, nei meandri ristretti di uno scientismo purtroppo sempre più pervasivo, ma che riesca di nuovo a contemplare il divino dal quale ogni essere umano si sente derivare, che lo colga in modo esplicito oppure no.

Anche in Storia di Geshwa Olers vi sono, ovviamente, miti di riferimento, che vengono considerati esattamente al modo di Eliade: riferimento per la comprensione del mondo in cui si muovono i protagonisti della storia, ma anche specchi nei quali scoprire le proprie modalità (proprie del lettore, intendo) di confronto con il mondo. A partire dal mito di Makut (vedi il capitolo “Il ponte di Makut del I volume) o dal mito dell’Attesa, che viene narrato in quella serata di condivisione dei racconti ad Alsi Fårsy (sempre nel I volume).

Da Richard Bachman a Elior Odentorth

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Una breve riflessione sulle voci narranti nei romanzi fantastici, prendendo spunto da Stephen King.

Il paragone forse non è dei più azzeccati, perché Richard Bachman è lo pseudonimo di Stephen King mentre Elior Odentorth è il fittizio curatore di Storia di Geshwa Olers. Ho voluto titolare il post in questo modo, però, per segnalare una sollecitazione cui pensavo già da tempo ma che sono riuscito a esplicitare solo leggendo l’introduzione di King alla versione inglese di The Long Walk, uno dei più bei romanzi targati Bachman (e assoluto precedente, insieme a The Running Man – ma mille volte più validi – di romanzi alla Hunger Games). Continua a leggere “Da Richard Bachman a Elior Odentorth”

Il sole sulle bianche torri – il download

copertina 7 mediaLo avete già scaricato? No? E cosa aspettate!?

Lo potete trovare su Feedbooks, a questo indirizzo: http://it.feedbooks.com/userbook/36413/il-sole-sulle-bianche-torri-prima-parte

Rimarrà disponibile per alcune settimane, ancora non so quante. Si tratta ovviamente solo della prima parte di Il sole sulle bianche torri, ma queste 245 pagine già preparano il terreno per la seconda parte che lascerà stupiti molti di voi.

A presto, perciò.

Nota del curatore 7 – Il sole sulle bianche torri

copertina 7 mediaEd eccoci infine alla nota del curatore del settimo volume, mai pubblicata prima. Ricordatevi, in serata arriva la prima parte del Sole sulle bianche torri, scaricabile gratuitamente da Feedbooks.

Questo volume del ciclo che racconta la vita di Geshwa Olers, gentile lettore, è forse il più problematico. Delle ragioni che mi portano a una simile affermazione ti renderai conto di persona, leggendolo nella sua interezza, pagina dopo pagina. Tuttavia, permettimi di segnalarti alcune di queste problematiche, così da non lasciarti troppo sgomento di fronte alle stranezze che permeano in modo particolare la seconda parte. Continua a leggere “Nota del curatore 7 – Il sole sulle bianche torri”

Nota del curatore 6 – La guerra dei gelehor

Se Geshwa Olers entra nella storia che lo riguarda…

copertina 6ridottaPenultima nota, penultimo volume (La guerra dei gelehor), ultimi giorni di attesa per la prima parte del finale di Storia di Geshwa Olers. L’emozione è tanta, qualcosa dentro di me protesta, ma lo metto a tacere. Tuttavia, quella vocina mi dice: “Non può concludersi tutto con il settimo volume. Non può”. Al momento, però, non la ascolto.

Intanto, la sesta nota. Dalla quale risulta che… Leggete per scoprirlo. Continua a leggere “Nota del curatore 6 – La guerra dei gelehor”

Nota del curatore 5 – I ghiacci di Passo Ceti

copertina 5Il primo volume della cosiddetta Triade, attribuito al Padre Pellegrino, cioè I ghiacci di Passo Ceti, ci presenta una nota fiera del suo autore: Elior Odentorth propone qui una sorta di autodifesa. Non solo, contempla varie ipotesi circa le fonti alle quali si sono ispirati gli autori degli ultimi tre volumi. Leggetela, io mi fermo qui. La nota di per sé è piuttosto lunga.

Se vi annoiano le premesse o le minuziose questioni riguardanti date e fonti potete tranquillamente saltare questa nota e passare alla narrazione vera e propria. Se invece la vostra mente mostra l’intelligenza del curioso, proseguite senza dubbio. Continua a leggere “Nota del curatore 5 – I ghiacci di Passo Ceti”

Il sole sulle bianche torri – Quarta di copertina

copertina 7 media“Sono passati tre anni da quando il cielo ha toccato la terra e la devastazione ha sconvolto gli equilibri di Stedon. Il Regno di Grodestà e le Terre del Concordato non esistono più, assorbiti dall’Impero. Il Regno del Nord e il Regno dell’Est sono ridotti al rango di provincia ed Haniki Vari, il Regno Occidentale, si è chiuso in una neutralità disperata.
Tra i deceduti nel grande disastro provocato da Nargolìan Asergnac si annoverano Geshwa Olers, il Predicatore (nonché padre di Geshwa) Sitòr Olers e il Cavaliere di Britmar. Non vi è più traccia di Elfi su tutta la terra conosciuta, ma nuovi orrori si muovono nel Grande Mare che si è creato al posto della Piana della Luna. E popoli, nuovi e antichi, si affacciano sulla scena del mondo.
Cosa sta tramando il Mago Asshar, dopo essersi rivelato nella sua vera identità di Onofererne, il creatore della Lingua della Magia? E da qualche parte arriverà un aiuto che possa far fronte alla sua antica sete di dominio e vendetta?”

In preparazione su Feedbooks.com

Nota del curatore 4 – La battaglia di Passo Keleb

copertina 4ridottaLa quarta nota di Elior Odentorth, al volume che racconta come Geshwa Olers divenne il guerriero di Passo Keleb, famoso su tutta la parte civilizzata di Stedon… ovviamente per i secoli a venire. In essa, Odentorth addirittura afferma, circa Geshwa, che…

Continua a leggere “Nota del curatore 4 – La battaglia di Passo Keleb”

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