Quando pensiamo all’orco, l’immaginazione va subito a ripescare le immagini che ormai ne abbiamo a disposizione sempre più di frequente, cioè quelle di derivazione nordica o, per lo più, tolkieniana (come quella qui sopra). L’orco italiano è molto diverso. Sebbene poco se ne conosca, qualcosa si può comunque dire.

La caratteristica principale dell’orco nella tradizione italiana è costituita dalla burla: si tratta di una creatura che ama prendere in giro gli esseri umani, fino a far loro del male. A quanto pare, è in grado di rendersi invisibile e non è infrequente che se qualcuno ne parla male o si arrischia a fargli un’offesa, venga subito colpito da due bei ceffoni in faccia senza che poi sia possibile trovarne un’origine visibile. L’indole dell’orco è primariamente bonacciona: fa scherzi in continuazione, prende in giro e spaventa le persone, le fa smarrire o fa loro rincorrere per ore una falsa apparenza. A volte, assume l’aspetto di un animale strano o feroce e provoca rumori strani in casa o fuori casa.

Questa dell’apparire come un animale, è un caratteristica sua propria: infatti l’orco può assumere diverse fogge. Quella di un gigante che cammina ponendo i piedi sulle cime di colli vicini, quella di un animale quale può essere il pulcino, un uccello, una gallinella, o addirittura un gatto, un cane e una scrofa con i porcellini. Qualcuno li scoprì essersi trasformati in muli, vitelli, tori o cavalli, o anche in animali dalle fogge strane e sconosciuti. Pensate che, talora, cavalcano nel cielo un fascio di legna.

Un altro modo di prendersi gioco degli esseri umani è quello di assumere sembianze di una bella bionda, che quando la si abbraccia, si rimane con un fantoccio di carbone tra le braccia. Può addirittura assumere le apparenze di una persona defunta o accompagnare con la sembianza di un essere umano le persone per strada, salvo giungere poi a un crocicchio con un’edicola dedicata alla Madonna o a qualche santo, e sparire in una vampata di fuoco sulfureo. In questo caso, la sua pericolosità non è legata al fatto che accompagna le persone, ma che quando scompare in tal modo, può provocare non di rado un infarto.

Ed è qui che si svela la maggior rilevanza dei loro danni: a soffrirne di più sono le persone deboli, ammalate o esaurite, i bambini per natura influenzabili, le donne durante la gravidanza, perché se fossero quest’ultime ad accompagnarsi a un orco sotto false sembianze, e l’orco poi le si svelasse tutto d’un colpo, lo spavento che procurerebbe potrebbe indurle a partorire un figlio con l’epilessia. Allora, la donna incinta deve farsi spesso benedire, non deve uscire di sera o recarsi da sola in locali bui quali cantine o granai, non deve da sola attingere acqua ai pozzi e si guardi bene dal guardarvi dentro: la visione di un orco lì nascosto potrebbe farle perdere il latte. Anche in questo caso, però, la benedizione impartita dal prete avrà potere solo se la persona stessa crederà fermamente. Una mancanza di fede avrà tragiche conseguenze.

In fin dei conti, l’orco è un essere soprannaturale di natura demonica e come tale occupa spesso i racconti della gente della Lessinia, il Masso Verde di Storia di Geshwa Olers. Circa le sue origini, però, ben poco è conosciuto. Un motivo in più per temere ciò che non si conosce, ma anche per proteggersi in anticipo da quel poco che si sa. Che è, purtroppo, solo quanto vi ho detto.

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